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mercoledì 20 novembre 2013

Il Golem di Praga

A suo tempo abbiamo descritto il cimitero di Praga.
Viene da domandarsi chi sia il Golem
Secondo la leggenda colui ch viene a conoscenza di certe arti magiche può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.
Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un'anima e nessuna magia fatta dall'uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela.
Molte sono le narrazioni sul Golem e la sua origine; la più famosa èquella che riconduce a Praga.
Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, un rabbinol di Praga cominciasse a creare golem per sfruttarli come suoi servi, plasmandoli nell'argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola "verità". C'era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in "morte" ; ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava.
Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbero ancora oggi.
Insomma il Golem anche se leggendario a buona ragione puà definirsi il prototipo del robot.

sabato 17 dicembre 2011

Il cimitero ebraico di Praga ed il mitico Golem.


Praga è un crogiolo di culture e proprio per questo è una delle città più frequentate da visitatori di tutto il mondo.
Molte sono le case antiche, alcune delle quali con spendidi murali e molti sono gli stili architettonici della città dall’arte nouveau, al barocco, dal cubismo al gotico ed al neoclassico.E' la città dagli innumerevoli caffè in stile liberty ed ancora la città di Kafka, il celebre scrittore ceco di lingua tedesca autore di memorabili scritti come il castello e la metamorfosi.
Ma qui vogliamo concentrare l’attenzione sul celebre cimitero ebraico Il Vecchio Cimitero Ebraico di Praga (in ceco Starý Židovský Hřbitov), fondato nel 1439
E’ uno dei monumenti storici più significativi dell'antico quartiere ebraico praghese, nonché uno dei più celebri cimiteri ebraici in Europa. Il cimitero che fu risparmiato durante l'occupazione nazista,proprio a testimonianza di un di un popolo estinto è stato per oltre 300 anni, a partire dal XV secolo, l'unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti. Le dimensioni attuali sono all'incirca quelle medievali e nel tempo si è sopperito alla mancanza di spazio sovrapponendo le tombe fino a 9 strati di diverse sepolture, perché il cimitero non poteva espandersi fuori dal perimetro esistente.
L’atmosfera del cimitero è spettrale:la densità di lapidi, tardogotiche, rinascimentali, barocche, l'una quasi contro l'altra, il silenzio del luogo e la scarsa illuminazione creano un effetto unico. Non vi sono ritratti perché la religione ebraica lo vieta , ma soltanto disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto.
La tomba più visitata è quella di Rabbi Löw, che viveva a Praga nel XVI secolo durante il regno di Rodolfo II. Egli, secondo la leggenda, venendo a conoscenza di certe arti magiche fabbricò un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, da impiegare come servo,per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Il rabbino, seguendo ii riti cabalistici creò dall'argilla il Golem che avrebbe obbedito ad ogni ordine del Rabbino e avrebbe aiutato e protetto la popolazione del Ghetto ebraico. Col tempo il Golem si fece tuttavia sempre più grande ma anche sempre più violento e cominciò ad uccidere e a spargere il terrore. Al Rabbi Loew non rimase che togliere la vita al Golem che, secondo la leggenda fu riportato di nuovo in vita dal figlio del Rabbi Loew e potrebbe ancora oggi vegliare su Praga.

sabato 29 ottobre 2011

Alla ricerca del macabro nelle chiese cattoliche europee.


In Europa sono molte le chiese cattoliche in cui assume particolare il macabro, anche in contrasto con eccellenti opere d’arte.
Nell’articolo http://curiosareconfantasia.blogspot.com/2010/03/la-danza-macabra-di-san-vigilio-pinzolo.html abbiamo parlato del ciclo pittorico della Danza Macabra a San Vigilio a Pinzolo nel trentino.
Ve ne sono altre significative una in Italia, l’altra nella repubblica Boema.
Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, o Nostra Signora della Concezione dei Cappuccini, è una chiesa di Roma situata nell’importante via Veneto,fatta costruire nei pressi di Palazzo Barberini da papa Urbano VIII, in onore di suo fratello Antonio Barberini che faceva parte dell'ordine dei Cappuccini
Nella chiesa costruita tra il 1626-1631 la struttura architettonica dell'edificio è costituita da una piccola navata con dieci cappelle laterali (cinque per parte), nelle quali sono conservate importanti reliquie ed opere d'arte.

Importanti pitture ne adornano le cappelle, come l'Arcangelo Michele che caccia Lucifero di Guido Reni, la Natività di Giovanni Lanfranco, il San Francesco riceve le stimmate del Domenichino. Nella sagrestia è conservato un San Francesco in preghiera, recentemente attribuito a Caravaggio.
La chiesa tuttavia è anche molto visitata per la cripta-ossario decorata con le ossa di circa 4000 frati cappuccini, raccolti tra il 1528 ed il 1870 dal vecchio cimitero dell'ordine dei Cappuccini, che si trovava nella chiesa di Santa Croce e Bonaventura dei Lucchesi, nei pressi del Quirinale. La cripta al cui ingresso è scritto


"Noi eravamo quello che voi siete, e quello che noi siamo sarete"

è divisa in cinque piccole cappelle dove si trovano anche alcuni corpi interi di alcuni frati mummificati con indosso le vesti tipiche dei frati Cappuccini .La decorazione che potrebbe apparire lugubre e macabra è un modo per esorcizzare la morte
Altro significativo esempio è rappresentato dall’ossario di Sedlec
Si tratta di una cappella all'interno della Cattedrale di Nostra Signora di Sedlec (patrimonio dell'UNESCO), nelle vicinanze di Kutná Hora. La particolarità dell'ossario non sta nel numero degli scheletri custoditi (circa 40.000) ma nel fatto che tali scheletri siano composti e disposti a formare le decorazioni e gli ornamenti della cappella. Il gran numero di ossa è dovuto a due grandi piaghe che hanno colpito le terre ceche: la Peste nera del XIV secolo e le Guerre Hussitee del XV secolo.
Tra il 1703 ed il 1710, venne eretta una nuova entrata e ristrutturata, in stile barocco, la cappella dall'architetto ceco di origini italiane Giovanni Battista Santini.
Nel 1870 le ossa accumulate nei magazzini furono riutilizzate per creare la macabra decorazione della cripta. Oltre a decorare le pareti e la volta con i resti degli scheletri furono composte vere e proprie sculture. Su tutte spiccano l'enorme candeliere composto da teschi ed ossa incastrate tra loro, l'ornamento dell'altare, ed uno gigantesco stemma degli Schwarzenberg anch'esso ricostruito con i resti umani recuperati dall'ossario.
L'ossario è definito da molti come uno dei luoghi più spaventosi d'Europa.

domenica 9 ottobre 2011

I caffé letterari di Praga



In un precedente articolo abbiamo parlato di Praga a volo d’uccello, poiché l’attenzione è stata focalizzata prevalentemente sul cimitero ebraico e sul Golem.
Accennammo solamente che Praga è la città dagli innumerevoli caffè in stile liberty ed ancora che è la città di Kafka, il celebre scrittore ceco di lingua tedesca autore di mirabili romanzi come il castello e la metamorfosi.
Non si può non parlare dei famosi caffè letterari e storici di Praga in cui ancora oggi si resta ammirati da una Praga raffinata da belle epoque nell'alveo di una tradizione comune alle caffetterie di tutto l’ex Impero Austro-ungarico e ne troviamo moltissime anche a Vienna,Budapest e Trieste.Ed ancora oggi persone di ogni estrazione sociale e di ogni età passano le loro giornate a chiacchierare di fronte ad una tazza di caffè.
Tanto per menzionarne alcuni.

Il caffè Imperial ha un interno unico al mondo tutto decorato con mosaici in ceramica. La caffetteria fa parte dell’Hotel Imperial costruito nel 1914 ed è in stile Liberty. La musica jazz e blues che si suona dal vivo ogni Venerdì e Sabato aiuta a creare quest’atmosfera unica d’altri tempi che si può assaporare in questo luogo. A ogni ora del giorno sbirciando fra i vari tavoli si possono vedere i praghesi di ogni età assorti nelle conversazioni più disparate.
Il caffè Louvre che era ed è un caffè centrale ed elegante, aperto nel 1902 e chiuso durante il periodo comunista.
Riaprì nel 1992 ed ancora oggi si possono ritrovare le atmosfere di un tempo, in un locale con grandi sale eleganti e un servizio all'altezza della sua fama. All'inizio del secolo vi si incontrava piuttosto saltuariamente il gruppo interessato alla filosofia di Franz Brentano, lo stesso che frequentava il salotto di Berta Fanta. Il gruppo fu frequentato inizialmente anche da Max Brod, Felix Weltsch e Franz Kafka, che in seguito preferirono frequentarlo solo per i loro incontri personali e per reciproche letture Esiste ancor oggi, all'angolo tra Hybernska e Dlazdena, ma già fin dalla fine della prima guerra mondiale ha perso, insieme ai vecchi frequentatori, il significato e l'aura di un tempo.
Ma il caffè che più mi è rimasto impresso è lo Slavia che nasce alla fine del 1800 come luogo d’incontro degli artisti e dei letterati data la vicinanza del Teatro Nazionale. L'interno offre panoramiche mozzafiato sulla Moldava, ha arredi degli anni trenta ed è famoso anche per l'atmosfera che rievoca il dipinto diViktor Oliva sul bevitore d'assenzio in onore del poeta Jaroslav Seifert.
La caffetteria letteraria Gregor Samsa Vodičkova a due passi dalla piazza Venceslao.
Samsa è il protagonista de Le Metamorfosi di Kafka.Il nome è stato scelto dai gestori per la passione verso questo scrittore intimamente legato a Praga. La caffetteria ha aperto nel 1992 ed ha una clientela di intellettuali, scrittori e editori che sfruttano il luogo come punto d’incontro. Oltre ai giornali si possono leggere anche i libri esposti e per completare l’attitudine culturale della caffetteria si tengono mostre d’arte e concerti di musica jazz.