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martedì 1 novembre 2016

Portofino ed il suo faro.

Siamo a Portofino situato in una profonda insenatura all’estremità sud-orientale del promontorio del Tigullio. 
Il centro cittadino è racchiuso tra casette colorate ed il porticciolo dove sono ormeggiati yacht da favola.
Ne è simbolo la piazzetta che si affaccia direttamente sul piccolo porto. dove i marinai si  riuniscono ed ormeggiano le loro barche. 
Intorno, sotto i portici vi sono tante boutique, negozietti, locali e ristoranti che rendono ancor più pittoresca questo splendido borgo.
 Sempre in centro si trova la chiesa di San Martino che domina il paese, mentre risalendo il promontorio si incontra la chiesa di San Giorgio. 
Infine, proseguendo sulla collina si giunge al celebre Castello Brown, circondato da un magnifico giardino. Stupendo è il panorama di tutto il golfo del Tigullio che si può godere dalla torre,
Secondo Plinio il Vecchio il borgo di Portofino fu fondato durante l'Impero Romano col nome di Portus Delphini grazie alla grande popolazione di delfini presente ai tempi nel Golfo del Tigullio.
Fin dall'epoca longobarda nel territorio operavano i monaci dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio.
A partire dal 1229 il borgo diverrà parte integrante della Repubblica di Genova, così come l'intero territorio rapallese, ora sede della locale podesteria, divenendo quasi rifugio della marina mercantile genovese grazie al suo porto naturale.
Nel 1409, dopo il suo allontanamento da Genova, l'imperatore Carlo VI di Francia venderà il borgo a Firenze, ma saranno gli stessi fiorentini a restituire poi il territorio alla Repubblica Genovese. 
Moltissime sono le personalità che hanno frequentato Portofino nel tempo. Tra queste ricordiamo Guy de Maupassant, che dedicherà a Portofino una poesia elogiativa, Guglielmo Marconi, che frequentava abitualmente il Golfo del Tigullio, Sir Winston Churchill, Ranieri e Grace di Monaco, Bill Gates.
Il faro è stato costruito nel 1870 e si presenta con una torre bianca, quadrata con tronco piramidale, alta 12 m, con annesso una casetta di servizio a due piani.
Il faro con una  lanterna  di 40 metri sopra il livello del mare è  stato ed è un preciso riferimento per chi va per mare, essendo l’avamposto del piccolo un porto naturale ottimamente protetto dai venti e dai marosi. 
Il faro è situato a circa 15 minuti a piedi dalla famosa piazza dei Martiri dell’Olivetta di Portofino, ed è accessibile tramite una stradina pavimentata che finisce sulla punta del promontorio. 


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sabato 29 dicembre 2012

Il santuario di Montallegro nel golfo del Tigullio.

Nell'incantevole golfo del Tigullio, si trova in un'oasi di pace e serenità che spazia sull'intero golfo, a 600 metri di altezza il santuario di Montallegro
Fu iniziato nella seconda metà del '500 in seguito alla visione che un contadino della zona ebbe della Vergine Maria che avrebbe manifestato la volontà di una costruzione per mezzo di un'icona greco bizantina lasciata presso una fonte.
La facciata della chiesa è a strisce bianche e nere che riecheggiano lo stile neogotico.
L'interno è ad un'unica navata ai cui lati si aprono alcune cappelle realizzate verso il 1500.
Sopra l'altare maggiore, è posta, in una cornice d'argento, l'icona a cui si deve l'origine del santuario.
La Madonna di Montallegro è la patrona di Rapallo ed è luogo di immensa devozione  per tutti i liguri.

giovedì 27 dicembre 2012

La porta Salina a Rapallo.


Rapallo, la perla del golfo del Tigullio ,ben nota per la sua posizione paesaggistica, per la storia, per i  molti monumenti sacri e civili, lega il suo divenire nella storia indissolubilmente alla famiglia dei Doria.
E' famosa per le sue cinque porte che esistevano nel borgo di Rapallo.( porta occidentale, porta Aquilonare, porta di Pozzanello, porta orientale e porta delle saline)
Di queste porte,l'unica sopravvissuta è proprio quella delle saline, chiamata così perche si affacciava sulle saline rapallesi, monopolio della famiglia genovese dei Doria, racchiudendo a ponente l'accesso.
Nei secoli la porta è stata abbellita con le tipiche colorazioni in stile genovese e con la raffigurazione pittorica del quadretto bizantino donato, secondo la leggenda, dalla Madonna nell'apparizione mariana del 2 luglio 1457, ancora oggi divide il lungomare dal centro storico.




mercoledì 26 dicembre 2012

L'abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte e l'icona di San Caralampo

Posto incantato è quello di San Fruttuoso, situato nel golfo Paradiso e raggiungibile soltanto dal mare od attraverso un sentiero scosceso che scende dal soprastante monte di Portofino- Ebbene in questa mirabile località unica nella sua bellezza sorge l'abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte. L'abbazia è dedicata a San Fruttuoso di Tarragona, vescovo e santo catalano del III secolo, le cui ceneri sono conservate presso l'abbazia, dove sarebbero state traslate a seguito dell'invasione araba della penisola Iberica. L'abbazia fu eretta in particolare nel X secolo ad opera di monaci greci. In seguito passò nel XI secolo ai monaci benedettini e fu ingrandita nel XII secolo con l'aggiunta di un piano. Successivamente fu aggiunto il corpo edilizio con loggiato verso il mare ad opera della famiglia dei Doria che utilizzò una sala dell'abbazia per le proprie sepolture. Il chiostro superiore fu ricostruito nel XVI secolo per volontà di Andrea Doria , mentre nel 1562 fu costruito il torrione di avvistamento quadrato che domina la baia. L'abbazia nel seguito fu abbandonata e soltanto nel 1983 i Doria. Panphili donarono tutto al FAI. La chiesa fu ricavata alzando l'edificio medioevale dopo l'abbandono dell'abbazia da parte dei monaci. L'altare maggiore racchiude un piccolo cofano d'argento in cui sono racchiuse le reliquie dei martiri Fruttuoso, Augurio ed Eulogio. L'abside ricavata a ridosso della roccia, la cupola medio bizantina decorata con diciassette preziose arcatelle in pietra del monte e la grande torre ottagonale sono senz'altro motivi di grande interesse architettonico. Assume particolare interesse per i cultori di icone, la presenza nella chiesa dell'icona di San Caralampo vescovo di Magnesia in Tessaglia martirizzato nell'anno 202 all'età di 113 anni.Aveva il dono di rendere la terra fertile e perciò a lui sono molto devoti i contadini. E' un'icona venerata in tutto il mondo ortodosso

venerdì 13 aprile 2012

Per le strade di Rapallo sulle orme di Friedrich Nietzshe.

Nel 1823 il grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche si rrovava nel Golfo del Tigullio a Rapallo e così scriveva ad un suo amico :
" Ho avuto freddo come mai ne ho sentito in vita mia, Finalmente mi sono rifugiato  in un albergo vicino al mare e nella mia camera c'è un camino. Il mio regno attuale si stende da Portofino a Zoagli; abito fra i due paesi , cioè a Rapallo , ma le mie quotidiane passeggiate mi portano fino ai limiti sunnominati del mio regno. La montagna più alta della regione , dietro il mio albergo si chiama Monte allegro: un buon auspicio"
Ancora oggi è viva ed attuale questa descrizione di Rapallo che si trova nella parte occidentale del Golfo del Tigullio, incastonata nel golfo  che prende il suo nome tra la piana dei due principali torrenti quale il Boate e il San Francesco  nella parte orientale della città
La ridente cittadina di Rapallo dove si trascorrono meravigliose vacanze, è ricca di opere d'arte e di storia, essendo stata luogo di un importante trattato tra la repubblica di Weimar e l'Unione Sovietica nel 1922.
Particolarmente interessante  è l'antico ponte di Annibale nei pressi del porto turistico nella strada che porta da Rapallo a Santa Margherita Ligure,
Le fonti storiche al riguardo non sono chiare: sembra tuttavia che durante la seconda guerra punica, sulla costa della zona di Rapallo, che allora era uno scalo marittimo  commerciale siano sbarcati rifornimenti e rinforzi per le truppe  che si sarebbero poi scontrate nella celebre battaglia della Trebbia nel 218 a.C.
Sono meritevoli di interesse tra l'altro l'attuale chiesa parrocchiale di San Gervasio e Protasio ricostruita nel XVII secolo in sostituzione di un precedente edificio di culto medievale. e la Pieve di Santo stefano ubicata nel cuore della città che, secondo fonti storiche fu  il primo edificio cristiano del territorio.











domenica 8 aprile 2012

Polanesi di Recco: una terrazza sul golfo Paradiso.

Procedendo sull'Aurelia verso Genova nei pressi di Recco e a sud di Bogliasco si trova il ridente paesino di Polanesi di Recco che rsichia di rimanere inosservato da un turista frettoloso.
Ed invece? Una volta che si raggiunge, si rimane incantati dal punto vista paesaggistico ed artistico.
Paesaggistico perché si ammira dalla piazzetta della chiesa un mirabile panorama che sovrata tutto il golfo. Paradiso.
Artistico perchè la chiesa di San Martino è una vera gemma d'arte, un autentico gioiello che si inseisce magnificamente nella natura e nello stupendo paesaggio  che la circonda, di cui è pare integrante
E' una chiesa ad una sola navata con più altari oltre quello maggiore di marmo. e tra questi è particolarmente importante un altare dedicato dal 1950  alla Madonna della Salute, una preziosa immagine sacra  di cui si ignora l'origine.
Nella chiesa. oltre ad essere venerate reliquie insigni come quelle di San Fermo e di Sant'Illuminata vi è un prezioso organo con il quale si tengono eccellenti concerti di musica sacra.
Nella sacrestia si trova un'urna cineraria in marmo grigio lunense  del II secolo d. C  con al centro sotto lo specchio epigrafico un foro  che ricorda il reimpiego dell'urna come vaschetta per abluzione.
A Polanesi su trova anche un artistico presepe  di scuola genovese con statuine del Maragliano.









sabato 29 ottobre 2011

Il giardino di Hanbury.



Nell'incantevole cornice del Mediterraneo in Italia e sulla riviera francese sono stati creati i più importanti giardini Inglesi. Non è un caso perché il clima mite permette di coltivare all’aperto piante che in Inghilterra sarebbero sopravvissute solo in serra e di offrire così alla cultura del giardinaggio inglese entusiasmanti prospettive.
L’Italia fu la destinazione preferita dei viaggiatori inglesi fino alla fine del 1860quando il richiamo del sud della Francia divenne dominante.In tutta quell’area Bordighera, Hyères e Menton divennero stazioni climatiche per invalidi provenienti dagli umidi climi dei paesi del nord. Gli inglesi scoprirono presto che il clima era adatto tanto per il giardinaggio quanto per i problemi respiratori e pertanto la costa ligure fu meta preferita per il suo salubre clima.
In questo superbo contesto è incastonata l’area protetta dei giardini botanici di Hanbury creata presso Ventimiglia da una famiglia inglese nel 1867 perl'acclimatazione di piante provenienti dalle più diverse zone del mondo. Grazie all collaborazione di botanici, agronomi e paesaggisti in massima parte stranieri, fu creato un grandioso insieme che non trova eguali in Europa sia dal punto di vista botanico, con le 5800 specie di piante ornamentali, officinali e da frutto, che da quello paesaggistico, grazie alla felice armonia compositiva tra edifici, elementi ornamentali e terrazzamenti coltivati.
La varietà delle piante è immensa: dalle agavi alle aloe; dalle piante succulente alle euforbie, dalle cactacee, agli agrumi. Dalle brugmansie alle passiflore.dal frutteto esotico alle salvie.
Particolarmente degni di rilievo sono i giardinetti considerati dalla famiglia Hanbury come il cuore dei Giardini.
Qui sono ricordati vari membri della famiglia tra cui Sir Hanmer Hanbury (1916 - 1993), la cui lapide è circondata da rosmarino, pianta che per gli Inglesi vuole indicare il ricordo.
Si tratta di tre terrazze monotematiche.
Nei giardinetti superiore ed inferiore si trovano meravigliose e rare peonie; il giardinetto centrale ospita antiche rose, dai delicati profumi: galliche, damascene, bourboniane.
Le rose fioriscono da marzo a maggio; le peonie, dalle bianche alle rosa pallido, alle rosa intenso, sbocciano nel mese di aprile.
Tutto il parco posto sul promontorio della Mortola è a pochi chilometri dal confine francese, si estende per una superficie di 18 ettari, compresi nel territorio comunale di Ventimiglia, in provincia di Imperia.ed è anche attraversato da un tratto dell'antica strada consolare via Julia Augusta.
Prima di passare in territorio francese non si può trascurare di visitare questo parco protetto ora facente parte dell'Università di Genova.

giovedì 27 ottobre 2011

Vernazza, l'incantevole borgo delle Cinque Terre care a Montale

All'indomani della tragica alluvione che ha colpito le Cinque Terre riteniamo  portare all'attenzione  la bellezza di queste terre.

Paesaggio roccioso e austero, asilo di pescatori e di contadini viventi a frusto a frusto su un lembo di spiaggia che in certi tratti va sempre più assottigliandosi, nuda e solenne cornice di una delle più primitive d'Italia..........

Questi sono i celebri versi con cui Eugenio Montale decanta le cinque terre.
Si tratta di cinque antichi borghi distesi sulla costa frastagliata della riviera ligure di Levante nella provincia di La Spezia
Tutti i borghi: Monterosso, Vernazza Corniglia,Manarola,Riomaggiore sono incantevoli e più facilmente raggiungibili con il treno.
Monterosso è molto rinomata, essendo ubicata al centro di un piccolo golfo naturale; tuttavia la più celebre è Vernazza, caratteristica per i carrugi e le case colorate dai neri portali in ardesia,il porticciolo,la splendida insenatura e la torre che fa ricordare un passato fatto di avvistamenti e dei pericoli saraceni provenienti dal mare.

Stupenda è la chiesa di Santa Margherita di Antiochia costruita nel 1318 in stile gotico-ligure dai Maestri Antelami su un preesistente edificio, del quale resta l’abside con decorazioni ad archetti pensili e lesene. Sorge su una roccia a picco sul mare protetta da una fila di scogli, sul lato dell'insenatura verso Monterosso. La torre ottagonale, alta 40 metri è coronata da archetti e termina con una cupola di forma ogivale.
Tra il 1500 ed il 1600 la chiesa venne ampliata e fu distrutta la facciata medievale originaria.
Vernazza rimane nel cuore!