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sabato 10 settembre 2016

San Nicolò a Monte di Mezzo e i suoi stupendi affreschi.

Nella stupenda cornice del paesaggio di Monte di Mezzo di Renon sopra Bolzano  si trova la chiesa di S Nicolò
E' dedicata per l'appunto a San nicolò di Mira la cui devozione  si è diffusa nell'Europa Centrale dopo la traslazione delle spoglie a Bari nel 1087-
In oonore del Santo  fu eretta una chiesa anche a Monte di Mezzo situata nel medioevo su un importante percorso alternativo sulla via del Brennero.
La chiesa con  un  caratteristico campanile  a cipolla, ha preso la sua attuale forma alla fine del 1300 ed i recenti restauri hanno fatto scorpire un ciclo di antichi affreschi raffiguranti la Passione di Cristo, i dodici Apostoli ed alcuni profeti dell'Antico Testamento. Gli affreschi risalirebbero al XV secolo e sarebbero opera del maestro Leonardo da Bressanone.
All'interno si trova  una Madonna con Gesù bambino, alcuni angeli, San Nicolò e Sant'Osvaldo. la cui iconografia è frequente nelle Dolomiti.
Sul lato meridionale esterno vi sono rappresentazioni del Santo Nicolò seduto  con tiro di cavalli e botte di vino.e di San Cristoforo protettore dei viandanti.

venerdì 17 aprile 2015

Merano: la spettacolare gola della Gilf.

Affascinante ed al tempo stesso impressionante è la vista della gola della Gilf.
E' conseguenza di un'enorme frana staccatasi dalla Val di Nova, che deviò drasticamente il Passirio verso un lato della valle dove nel corso dei millenni il torrente si aprì una nuova via nel fondo roccioso.
A soli cinque minuti dal centro città il Passirio schiuma  tuffandosi da una stretta fessura della roccia.
Lo spettacolo naturale è stupendo ed inconsapevolmente, camminando in questo luogo ci muoviamo lungo un confine molto particolare, non tracciato dall’uomo.
Qui  corre la cosiddetta “linea periadriatica” (o “insubrica”), che separa la placca africana da quella euroasiatica.
 Il percorso si snoda su entrambi i lati del Passirio dalla gola del torrente fino al suo ingresso in città. Sul versante destro si collega direttamente con il sentiero che porta alla Polveriera e alla Passeggiata Tappeiner, mentre, sulla sinistra, si congiunge alla Passeggiata d0Estate.
 La Gilf – interessante per la presenza di piante subtropicali – è considerata la più romantica delle passeggiate per la Via della Poesia.. Versi amorosi di poeti moderni e contemporanei sono incisi a fuoco su una serie di panchine.

venerdì 12 settembre 2014

L'incantevole Croda Rossa di Sesto


Parliamo questa volta di bellezze naturali ed in particolare della Croda Rossa nelle Dolomiti.
E' una montagna delle Dolomiti di Sestoche sovrasta i paesi di Sesto e Moso (Moos), alta 2.965 m s.l.m
La cima si trova dentro il parco naturale Dolomiti di Sesto, e segna il confine tra le province di Belluno (Veneto) e Bolzano.
È stata teatro di battaglie durante la prima guerra mondiale.
Sulle sue pendici e sulla sua cima erano appostate le truppe austriache che si confrontavano con gli Alpini italiani che occupavano la vicina Cima Undici.
La sua vetta è facilmente raggiungibile grazie a percorsi attrezzati che salgono dai diversi versanti; viene aggirata dalla Strada degli Alpini. Assieme ad altre cime dolomitiche, va a costituire la meridiana di Sesto.
Alla stazione a monte della cabinovia si trova un piccolo recinto dove vengono tenute alcune renne



 











lunedì 7 ottobre 2013

Il Santuario della Madonna di Pietralba.


Tantissimi e tutti interessanti per il paesaggio, la storia e l'arte sono i monasteri ed i santuari dell'alto Adige
Tra questi, uno dei principali santuari è quello della Madonna di Pietralba (Wallfahrtsort Maria Weissenstein) situato a quota 1520 metri tra i paesi di Nova Ponente e Monte San Pietro, non distanti da Bolzano. 

Il Santuario fu costruito nel 1553, a seguito del ritrovamento miracoloso della statuetta miracolosa, una Pietà in albastro effettuato da un contadino del luogo,Leonardo Weissensteiner al quale sarebbe apparsa la Vergine Maria, guarendolo dalla sua malattia.
La Madonna gli chiese di erigere una chiesetta dove potesse essere lodata e contemplata.

La cappella sempre molto frequentata rese necessaria la costruzione di un edificio più grande.
L'attuale basilica in stile barocco venne completata nel 1654. Essa comprende la statua della Madonna Addolorata,, la cappella originaria eretta da Leonardo, l'altare maggiore ricoperto di foglie d'oro e d'argento, gli affreschi della volta di Adam Molk gli altari laterali e altre opere di importanza artistica.
Nel 1787 il santuario fu  soppresso dall'imperatore Giuseppe II: la statuetta miracolosa portata a Laives e la chiea fu profanata divenendo un deposito di legname.
Nel 1836 il santuario , grazie all'opera dei servi di Maria di Innsbruck  torna ad essere luogo aperto al culto.
Nel perido fascista i monaci di lingua tedesca furono sostituiti con monaci di lingua italiana, appartenenti ai servi di Maria di Vicenza tuttora operanti nel santuario.
Attraverso un sentiero nel bosco,si puà salire all'eremo di leonardo dove la Vergine apparve e da  dove si gode un panorama incantevole verso il Catinaccio, la Marmolada ed il Latemar,
Il santuario fu visitato nel 1988 da papa Giovanni Paolo II.




sabato 31 agosto 2013

La chiesa di San Giuseppe a Moso nell'alta val Pusteria.







Siamo nella valle dell'alta Pusteria, cioè nel tratto italiano della valle della Drava e del suo affluente Rio Sesto che appartiene politicamente all'Italia. Conque sono le località che dominano il paesaggio della valle: Sesto, San Candido con Prato alla Drava e Versciaco, Dobbiaco, Villabassa e Braies.alle quali si collegano ben 7 zone sciistiche che permettono di attraversare una tra le più suggestive zone dell'Alto Adige.
Moltissime sono le escursioni da fare e tra queste a partire da Sesto quella nell'aperta val Fiscalina da cui si può raggiungere la Croda Rossa.
La valle è anche ricca di chiese di grande interesse artistico ( ne abbiamo già riferito nell'articolo relativo a San Candido.
A Sesto, in particolare, nella frazione di Moso si trova la chiesa di San Giuseppe consacrata a San Giuseppe e Martino. E' stata costruita tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII secolo.
I lavori di ampliamento sono dell'architetto Clemens Holzmeister che ha anche costruito la torre campanaria.
Il piccolo edificio si distingue per una pianta caratterizzata da due poligoni sormontati da tetti a cupola della stessa forma.
L'interno conserva degli interessanti affreschi murali del pittore Sesto Rudolf Stoltz (1922): Aangeli musicanti  sul soffitto, annunciazione di maria nella parete laterale sinistra e sogno di San Giuseppe nella parete laterale destra.
Vi è anche un altare con alzata a colonne del XVIII secolo





martedì 23 aprile 2013

La Collegiata di San Candido

Nella ridente San Candido in Alto Adige, attraversato dalla Drava  in una cornice paesaggistica suggwsriva si trova tra l'altro la collegiata il cui nucleo originario fu fondato nel 760. Nacque subito un convento di monaci benedettini per favorire la cristianizzazione dei pagani slavi allora insediati nella zona.
Non restano tuttavia di questo nucleo originario tracce certe.
La chiesa venne quindi ricostruita nel 1140 e ne rimangono  le mura esterne, i pilastri , le absidi e la cripta
Una seconda riedificazione si ha a partire dal 1240 quando vengono realizzate le volte della cripta e della navata, il transetto e la cupola della crociera, compresi gli affreschi  di Michael Pacher raffiguranti la storia della Creazione.
In questo periodo l'edificio sacro viene consacrato  a San Candido e a San Corbiniano.
Più tardi viene eretta  la torre campanaria tra il 1323 e il 1326
La struttura nel suo complesso è romanica con una facciata a capanna molto semplice. Importante dal punto di vista artistico è il vigoroso gruppo ligneo del "Crocifisso tra la Madonna e San Giovanni" opera romanica del secolo XIII con colotitura originaria, oggetto di particolare venerazione dal 1411
Sopra il portale  centrale, alle due estremità laterali del prospetto, sono poste due piccole monofore
Il retro della chiesa dove è situato anche un piccolo cimitero è in perfetto stile romanico
La collegiata è il più alto monumento di San Candido e del Tirolo.




sabato 3 marzo 2012

L'abbazia di Marienberg in Val Venosta.


'abbazia di Marienberg in Val Venosta.

Non vi è regione d’Italia in cui non si rilevi la presenza di abbazie grandi e piccole, ma tutte suggestive e ricche di storia ed opere d’arte.
Un esempio di rilevante importanza e peculiare pr la su natura è  l’abbazia di Monte Maria o meglio di Marienberg. Si tratta di  un monastero benedettino che si trova Burgusio nei pressi di Malles in Val Venosta, non lontano  dall'abbazia di S.Giovanni a Müstair di Tubre in territorio svizzero.
E’ il monastero benedettino  più alto d’Europa a 1135 metri s/l ed  è uno dei più importanti del Tirolo.
Fu fondata   verso il 1150  da Ulrico di Tarasp, un nobile Signore dei Grigioni, proprio nel luogo già da una cappella dedicata alla Vergine.
Il monastero benedettino si sviluppò in tempi successivi e dopo  che fu colpito da incendi avvenuti nei secoli XV e XVII, con l’impero asburgico, dopo il periodo napoleonico,nel 1807 fu restituito ai monaci e dal 1931 fa parte della provincia benedettina della Svizzera.
Dal punto di vista artistico assume rilievo il fatto che nel 1647 il complesso fu rivisitato architettonicamente in chiave barocca e così oggi la chiesa barocca rappresenta l'unico esemplare di basilica a tre navate colonnate della Val Venosta.
L’abbazia presenta un bellissimo campanile a bulbo ed all’interno è a pianta rettangolare con cinque volta crociera, apto da un portale barocco, sul  quale  è collocata una terracotta del 1300 con l’immagine di una Madonna.
Una cripta di forme romaniche che  conserva le spoglie dei monaci è uno straordinario esempio di arte romanica alto atesina: infatti  è adorna di affreschi  romanici, con le famose raffigurazioni angeliche, risalenti al 1175 e 1180.
Non meno interessanti sono la biblioteca ed il chiostro  costruito in epoca barocca e decorato da affreschi di Jacob  Dreher.

venerdì 27 gennaio 2012

Il borgo fortificato di Glorenza in Val Venosta.


 



Nell’alta valle Venosta in Alto Adige, procedendo da Merano verso il Passo Resia, si incontra il borgo di Glorenza il cui nome si trova per la prima volta. in documenti del 1294.
E’ un borgo veramente unico in Alto Adige ,un autentico gioiello architettonico di grande suggestione. Le mura di cinta completamente conservate, con le tre imponenti torri e tutta una serie di torrette di guardia, racchiudono pittoreschi vicoli ed angoli, case padronali del XVI secolo e porticati dal fascino particolare.
Il sapiente risanamento ha dato alla cittadina nuova vita, salvaguardandone la sua peculiarità. 
Suggestivi portici, luogo di sosta preferito dalle mucche, cortili interni, case con facciate del primo gotico ed infine la piazza del Mercato con la fontana invitano alla tranquillità ed alla serenità.
Molti sono i luoghi interessanti di Glorenza e tra questi le vestigia del XII secolo e i portici (XIII secolo), una serie di case patrizie del Cinquecento e soprattutto il muro di cinta rinascimentale perfettamente conservato con tre bastioni mediani e quattro bastioni angolari nonchè i suoi tre portoni (chiamati di Malles, di Sluderno e di Tubre o della chiesa). 
La chiesa parrocchiale di S. Pancrazio è un edificio tardo gotico con campanile barocco a bulbo, un prezioso affresco in tre parti, risalente al XII secolo ed interessanti oggetti di arredamento, nonchè pietre sepolcrali.
Da visitare è anche la Chiesetta di San Giacomo (con affreschi romani) vicino a Söles a 1,5 km da Glorenza in direzione di Prato allo Stelvio. La chiesa risale al 1220 ed è la più antica chiesa di San Giacomo del Tirolo.
Non lontano è il Lago di Resia (in tedesco Reschensee),un lago alpino artificiale situato in val Venosta a 1.498 m nel comune di Curon Venosta (BZ), a nord del vicino lago di San Valentino alla Muta. Con la sua capacità di 120 milioni di metri cubi è il lago più grande dell'Alto Adige. 

lunedì 26 dicembre 2011

Merano:storia e passeggiate nella quiete.



Merano è una città caratteristica dell’Alto Adige, incastonata tra quattro valli.
Ne fanno da suggestiva cornice le quattro importanti valli: la Val Venosta, la Val Passiria, la Val d’Adige e la Val d’Ultimo.
Il clima mite, l’immenso verde, le terme, il tratto signorile rendono Merano una vera attrazione per un turismo che vuole godere la natura e passeggiare molto su aree pianeggianti.
Insomma è un paradiso per il turista della terza età. Non è un caso infatti che molti siano stati gli ospiti ed in particolare uomini politici e della cultura che hanno passato le loro vacanze nella città, per esempio l'imperatrice Sissi e lo scrittore Franz Kafka. Nel 1912 nasce il grandioso Kursaal (o Kurhaus), opera dell'architetto Friedrich Ohmann che era legato alla Secessione viennese. Anche dopo il 1945 Merano è una delle mete più frequentate dai turisti in Alto Adige.
Merano che trae origine da terra mairana, cioè una terra appartenente ad una fattoria bavarese altomedievale è già esistente in epoca romana.
Si sviluppa notevolmente sotto i conti del Tirolo nel corso del ‘200 in particolare con Alberto III di Tirolo e con Mainardo II di Tirolo-Gorizia, quando l'antico nucleo urbanistico assume la sua caratteristica fisionomia.
Merano diviene città nel corso del XIII secolo e nel secolo successivo egrazie anche ai privilegi concessi da Leopoldo III si sviluppa molto il settore commerciale. Con il trasferimento della sede dei conti ad Innsbruck la città perde la sua primaria importanza come centro economico, pur rimanendo formalmente capitale della contea del Tirolo fino al 1848.
Solo con le guerre di liberazione del Tirolo del 1809, guidate da Andreas Hofer della Passiria, ritorna ad avere una supremazia politica
Nella seconda metà dell'ottocento Merano diviene un importante luogo di villeggiatura dell'Impero austro ungarico. Dopo la prima guerra mondile Merano, come tutta la parte meridionale del Tirolo, viene annessa all'Italia
Questa in sintesi è Merano che vanta non un celebre duomo di architettura gotica ricco di importanti opere d’arte, ma anche e soprattutto delle splendide  passeggiate sulle due sponde del Passirio di cui le principali sono la passeggiata d’inverno e la passeggiata d’estate
Merano è dunque un luogo ideale per rilassanti camminate, tra aiuole, palme e flora di ogni genere e di inusitata bellezza.

martedì 6 dicembre 2011

Il campanile sommerso nel lago di Resia.

Provenendo da Merano ed andando verso il passo Resia, proprio ai confini dell’Italia con l’Austria e non distante dalla Svizzera, si scorge uno stupendo campanile sommerso nel lago, incantevole soprattutto d’inverno per il grande contrasto con la superficie lacustra ghiacciata.
Perché un campanile sommerso?
La storia da raccontare non è delle più felici.
Ci troviamo infatti presso il lago di Resia (Reschensee),un lago alpino artificiale situato in val Venosta a 1.498 m nel comune di Curon Venosta (BZ).
Si tratta di un lago artificiale originato da tre laghi naturali che si trovavano al passo Resia: il lago di Resia, il lago di Curon detto anche lago di Mezzo (ted. Grauner See o Mittersee) e il lago di San Valentino alla Muta.
La creazione di una grande diga nel 1950 unificò i primi due precedenti laghi e sommerse l'antico abitato di Curon Venosta che venne ricostruito più a monte.
Molte case ed ettari di terreno coltivato a frutta furono sommersi.
L'idea di sfruttare questi tre laghi per la produzione di energia idroelettrica risale all'anno 1910 ed i lavori iniziati nel '39, furono completati soltanto nel 1949.
La creazione della diga accese vive proteste tra gli abitanti del luogo, i quali interpretarono ciò come un insulto del governo di Roma nei confronti degli altoatesini che cercarono in tutti i modi di dissuadere il Governo dal procedere nei lavori, ma fu tutto invano.
Suggestivo , come già si è accennato è il campanile sul lago ghiacciato d’inverno ed una leggenda racconta che in alcune giornate d'inverno si sentano ancora suonare le campane (che invece furono rimosse dal campanile prima della creazione del lago).
Leggende che ancora di più mettono in evidenza il dolore provato da quegli abitanti e tramandato alle successive generazioni.

sabato 15 ottobre 2011

La Chiesa di San Benedetto di Malles Venosta: una vera gemma di arte carolingia.


Non distante da Merano e a metà strada con Glorenza ed il passo Resia si trova Malles Venosta,a tutti nota per le su torri e campanili che si scorgono appena si arriva inpaese
In questo ccntro rinomato per questa caratteristica vi sono anche, e questa è senza dubbio la parte artistica più pregevole, la piccola chiesa di San Benedetto una delle più antiche del Tirolo
Si tratta della mirabile chiesa di San Benedtto che risale in larga parte all'XIsecolo.
Divenuta nel 1165 proprietà delle monache benedettine che intitolano la chiesa a San Benedetto,presenta un edificio carolingio costituito da pianta rettangolare e tre absidi di cui rimangono soltanto due pareti.
Poiché nel XVII secolo per motivi di stabilità vengono demolite due pareti della struttura carolingia (pareti ovest e sud). Nello stesso secolo vengono inoltre tamponate le absidi con materiali di risulta e gli affreschi vengono intonacati. La chiesa viene sconsacrata alla fine del Settecento, utilizzata come magazzino e poi come falegnameria e soltanto molto più tardi gli affreschi furono riscoperti tra il 1913 e il 1915 .
L'opera d'arte più importante è rappresentata dai resti del ciclo di affreschi databili al IX secolo, tra le pochissime testi moianze della pittura parietale carolingia in Europa.
L'altare centrale è dedicato alla figura di Cristo, quelli laterali a San Gregorio e a Santo Stefano.
Tutta la chiesa era anticamente coperta da affreschi, ma le tracce di gran parte delle scene sono purtroppo minime. Alcuni hanno ipotizzato che il ciclo raffigurasse Episodi della vita di Re Davide, da porre in relazione con la restaurazione imperiale di Carlo Magno stesso.
Si trova anche nelle adiacenze della chiesa decanale di Malles Venosta la torre Frolich alta circa 33 metri che risale circa all’anno 1250i
È quanto rimane di un castello medievale, le cui mura sorgevano intorno in forma quadrata. Ancora oggi si possono ammirare pochi ruderi. .
Nell’area circostante si trovano anche ritrovamenti archeologici romani