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giovedì 1 novembre 2012

Il santuario di San VIto a San Vito lo Capo


Parlammo in un precedente articolo diffusamente di Crescenzia, Modesto e Vito rifugiatosi a Custonaci dove è stato eretto il tempietto a Santa Crescenzia.
Il quadro sarebbe incompleto se non parlassimo di santuario San Vito a San Vito lo Capo
Si tratta di un'antica fortezza che nell'arco dei tempi ha subito profonde modificazioni a partire da una prima costruzione, realizzata intorno al trecento e consistente in ua piccola cappella dedicata a San Vito Martire., patrono del borgo marinaro.
Per chi non lo ricordasse, il giovane Vito, secondo la tradizione, sfuggì intorno al 300 alle persecuzioni di Diocleziano alle ire del padre e del prefetto Valeriano e si rifugiò insieme al suo maestro Modesto  ed alla nutrice Crescenzia nel territorio di Monte Erice dagli antichi chiamato Capo Egitarso.
San Vito fece molti miracoli,  guarendo infermi morsi da animali o colpiti di rabbia.
Col tempo crebbe la fama della chiesa e dei miracoli attribuiti al martire Vito e a Santa Crescenzia e così l'originaria costruzione si trasformò nel tempo in una fortezza alloggio intorno al quattrocento.
Intorno al settecento sorsero le prime costruzioni intorno al santuario che rappresento un primo nucleo di San Vito lo Capo, assai interessante nel suo insieme paesaggistico San Vito è un vero richiamo turistico per la spiaggia bianchissima lambita da un bellissimo mare cristallino.

L'immagine è tratta da Viaggi spirituali


lunedì 5 marzo 2012

Castelmola:il balcone della Sicilia.



Viaggiare in Sicilia,la meravigliosa Trinacria, è un susseguirsi di scoperte di luoghi incantevoli per la natura e per la ricchezza di cultura e di opere d’arte.
Vi è proprio l’imbarazzo della scelta.
Questa volta soffermiamoci sul balcone della Sicilia Castelmola  l’antica Myle , un cocuzzolo a strapiombo sul mar ionio a 36 km da Messina e a 49 da Catania.e a pochi km da Taormina.
Castelmola  deriva  il suo nome dal castello normanno che sovrasta il centro abitato e dalla forma della rocca su cui si trova, vagamente somigliante ad una mola di pietra (la macina del mulino).
E’ un vero balcone , giustamente definito  la vertigine della visione per l’incanto dei  fichi d'India, il maestoso Etna con i paesi aggrappati alle sue pendici, la  costa ionica, il  golfo di Giardini-Naxos, il Capo di S. Alessio, lo stretto di Messina e le coste .calabre sono le mirabili componenti.
Quando vi si arriva, si vorrebbe rimanere per ore e piange letteralmente il cuore nell’andar via da questo paradiso terrestre
Il  borgo, arroccato sulla montagna si distingue per il suo insediamento medievale caratterizzato da viuzze che si incontrano e si intersecano nella piazza principale.
Castelmola dominata dal Castello-fortezza di cui rimangono soltanto le mura normanne  ha conosciuto una storia intricata e fatta di sofferenze.
Prima i Siculi, poi Gerone di Siracusa nel 396 a,C, per passare poi  nel 902 al feroce Ibrahim, principe di Cairouàn,  che fa breccia nelle fortificazioni, devasta la città, fa strage degli abitanti ed esce poi da Myle per la porta che da allora è detta "dei Saraceni".
Molto tempo dopo nel 1078  Ruggiero il Normanno sconfigge gli Arabi e costruisce  un nuovo abitato fortificato intorno al castello ed è in quel periodo che il borgo comincia a chiamarsi Mola.
Quando gli Svevi subentrano ai Normanni, Mola li appoggia contro gli Angioini. Nel 1282 gli Angioini sono cacciati dalla rocca e la popolazione si schiera con gli Aragonesi.
I secoli seguenti sono difficili per gli abitanti, oppressi dal malgoverno spagnolo che li sottopone a pesantissimi prelievi fiscali, sacrifici e rinunce d'ogni genere.
Nel 1768  Castelmola  entra a far parte del Regno delle Due Sicilie e nel 1860, l'esercito borbonico è in fuga e la popolazione vota l'annessione al Regno d'Italia.
Insomma una storia intricata e complessa con alterne vicissitudini a cui questo borgo ha resistito nel corso dei secoli.

mercoledì 8 febbraio 2012

La Cuba di Castiglione in Sicilia autentica testimonianza dell'architettura bizamtina




La Cuba è un segno tangibile della presenza della cultura bizantina in Sicilia. Si tratta di una cappella bizantina presente in Sicilia, dove le cube vennero erette da monaci basiliani a partire dal VII secolo.

Perché mai in Sicilia? Perchè questa isola è stata storicamente un crocevia fra la chiesa d’oriente e quella d'occidente e soprattutto dopo la caduta dell'impero romano e le successive invasioni barbariche quando divenne territorio dell'Impero bizantino. Con l'afflusso dal Nord Africa e dal medio oriente di profughi ortodossi scacciati dagli arabi diversi cenobi vennero fondati da monaci basiliani, generalmente ortodossi o cattolici di rito greco. 
La "cuba" ha origine terminologica  controversa : in latino cupa (botte) e cupula (botticella) o dall'arabo kubba (fossa, deposito) o qubba (cupola), per altri direttamente dalla forma cubica dell'edificio. È un’architettura bizantina a croce greca con pianta, cupola, ambiente centrale e solitamente a tre absidi.
Le testimonianze più importanti conservate fino ad oggi sono la cuba di Santa Domenica nei pressi di Castiglione di Sicilia in provincia di Catania situata sul versante Nord del parco dell’Etna e la cuba della Santissima Trinità di Delia a Castelvetrano.
Santa Domenica è forse la più importante cuba bizantina presente in Sicilia, essendo basata su forme essenzialmente  cubiche pur se allungate.