Visualizzazione post con etichetta Norvegia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Norvegia. Mostra tutti i post

martedì 30 giugno 2015

L'Opera di Oslo: un capolavoro dell'architettura contemporanea.


Inaugurata ufficialmente nell'aprile del 2008, la nuova Opera di Oslo è stata disegnata dal famoso studio norvegese Snohetta.
 L'edificio, la cui costruzione ha richiesto cinque anni di tempo, si trova sulle rive del distretto di Bjørvika, vicino alla borsa e alla stazione centrale.
Si tratta del più grande edificio culturale eretto in Norvegia dalla costruzione della cattedrale Nidarosdomen a Trondheim all'inizio del XIV secolo.
 Dall'esterno, la caratteristica più spettacolare è il tetto di m Notarmo a spiovente che si eleva direttamente dall'Oslofjord, permettendo ai visitatori di godersi una passeggiata con vista sulla città.
L'edificio presenta un'ampia c copertura di pannelli solari su una facciata di un edificio in Norvegia, che fornisce parte dell'energia che utilizza.
Eì  un'incantevole visione di marmo e granito, che emerge dal fiordo come un enorme blocco di ghiaccio."
La superficie di base dell'edificio equivale a quattro campi da calcio e misura più di 38.000 metri quadrati..
L'atrio è un enorme spazio minimalista, decorato con semplici materiali come pietra, cemento, vetro e legno.
L'auditorium principale a forma di cavallo, uno dei più avanzati al mondo, offre una fantastica flessibilità scenografica e un'acustica di prim'ordine. Il palco misura diverse migliaia di metri quadrati e parte di esso si trova a 16 metri sotto il livello del mare.





martedì 29 luglio 2014

Alesund: stoccafisso e Art Nouveau

 

L'accoppiamento sembra irriverente, ma non è così perchè Alesund è indimenticabile  proprio per queste sue caratteristiche contrastanti
Ålesund è una piccola città-museo, ma anche uno dei porti pescherecci più attivi della Norvegia. Sorge nella parte settentrionale della regione dei fiordi, su piccole isole collegate fra loro:
 La città ha una conformazione molto pittoresca in quanto occupa sette isolette della costa occidentale norvegese.
Un po' di storia
Nel XIX secolo Ålesund è stata il principale porto norvegese per l'esportazione dello stoccafisso.
Il 23 gennaio 1904 segna una data importante: un incendio, originato da una fabbrica di conserve e favorito da un fortissimo vento, rase gran parte della città realizzata con costruzioni in legno; bruciarono circa 850 edifici e 10.000 persone rimasero senza casa.
L'imperatore Guglielmo II di Germania, che era solito andare in vacanza nel Sunnmøre inviò quattro navi cariche di aiuti per la città. Ålesund venne interamente ricostruita in stile Art Nouveau da architetti norvegesi che si ispirarono allo stile europeo.
La ricostruzione venne effettuata in pietra e mattoni, almeno per il suo nucleo centrale, onde limitare ulteriori incendi.
Ne è diventata una città inconfondibile per la sua originalità



 

venerdì 20 giugno 2014

La cattedrale di Throndheim e la storia di re Olav

Tra le città norvegesi Throndheim è una delle più interessanti anche dal punto di vista storico ed artistico.
E' anche una città nota per la sua Università, una delle più importanti della Norvrgia.-
Il punto di riferimento della città è la cattedrale , la più antica del Paese e dedicata al re Olav patrono della Norvegia.
Ma chi è Olav
Dopo un periodo passato in Inghilterra, durante il quale si convertì al cristianesimo e coi suoi vichinghi respinse un’invasione danese di Londra, nel 1015 si proclamò Re di Norvegia, unificò il paese sotto la sua corona. 
E' a lui che si deve la fondazione della Chiesa di Norvegia e la stabile introduzione della religione cristiana.
In costante lotta coi Danesi, non riuscì a respingere un’invasione da parte di Canuto I di Inghilterra (che fu anche Re di Danimarca), nel 1028, fu esiliato a Novgorod, fece un avventuroso  ritorno, e morì nel 1030 nella battaglia di Stiklestad (una fattoria a nord di Trondheim) contro la cosiddetta “armata dei contadini”, guidati da alcuni signorotti locali legati al sovrano danese.
Fu sepolto sulle rive del fiume Nidelva e un anno dopo la sua bara fu aperta e il suo corpo trovato incorrotto; si gridò al miracolo ed egli fu canonizzato.
Alcuni decenni dopo, sul luogo della sua sepoltura originaria, venne costruita la Cattedrale di Nidaros, oggi conosciuta come Cattedrale di Trondheim (Nidaros – “foce del fiume Nid” – era il nome medievale della città), che fu a lui consacrata.
Il culto del santo si diffuse rapidamente in tutto il nord Europa.
Trecento chiese gli furono consacrate, oltre che in tutta la Scandinavia, in Inghilterra, in Russia, in Polonia, in Germania, nei Paesi Bassi, in quelli del Baltico.  
La Domkirke di Trondheim divenne la meta di pellegrinaggio più importante verso il nord, come lo era Roma a sud, Santiago de Compostela a ovest e Gerusalemme a est.
Le spoglie di Olav il Santo furono a lungo conservate nella Cattedrale in un reliquiario d’argento, finché, nel XVI secolo, con la Riforma Protestante, che tese a cancellare ogni traccia del suo culto, il reliquiario venne fuso, e le sue spoglie sepolte nella cattedrale (presumibilmente sotto l’altare maggiore).
I lavori per la Domkirke iniziarono intorno al 1152, quando la Norvegia divenne un arcivescovado indipendente  ed i lavori durarono fino agli inizi del XIV secolo.
La  cattedrale presenta una commistione di stili architettonici diversi che vanno dal romanico, alle influenze anglo normanne del transetto e della sala capitolare (costruite tra il 1130 e il 1180), fino al gotico.
Numerosi incendi distrussero parti della cattedrale nel corso della sua storia, e pertanto essa fu oggetto di diversi restauri e rimaneggiamenti, il più importante nella seconda metà dell’ottocento, durante il quale venne ricostruita anche la navata centrale conformemente alla sua fisionomia originale.
All'esterno si rilevano numerose statue in pietra che si susseguono in ordinate file orizzontali lungo la facciata; raffigurano santi, vescovi e re della storia norvegese e sono state realizzate agli inizi del XX secolo; in piccola parte sono copie di originali medievali conservati nel museo.
Non poteva mancare l’apporto, nel corso degli interventi che si susseguirono nella prima metà del novecento del celebre scultore norvegese Gustav Vigeland, a cui si devono il crocifisso e alcune statue della facciata.
L’interno colpisce per gli spazi  a sviluppo verticale, caratteristici del gotico, e per l’atmosfera di silenzioso e solenne raccoglimento che comunica, anche grazie al fatto che le luci sono molto tenui e l’ambiente in costante penombra. Ciò fa risaltare i colori vivaci delle vetrate (moderne) e del rosone in particolare.
Vi si trovano due importanti organi: il principale, lo Steinmeyer, realizzato nel 1930 in occasione del novecentesimo anniversario della battaglia di Stiklestad, e il vecchio organo barocco costruito da Johann Joachim Wagner e recentemente restaurato.











martedì 17 giugno 2014

Bergen, la città anseatica della Norvegia.



Bergen è una delle più belle ed interessanti città della Norvegia.
E' ricca di storia e per questo è anche diventata patrimonio mondiale  dell'Unesco
Seconda per numero di abitanti ad Oslo, è una città costiera della contea di Hordaland.
Il  suo centro cittadino ed i quartieri settentrionali si affacciano sul Byfjord, mentre l'intera città è cicondata dalle montagne e per questo motivo è chiama anche la città delle sette montagme.
La città di Bergen è delimitata per la maggior parte da fiordi: il Sørfjord e il Byfjord a nord; il Raunefjord e il Grimstadfjord a ovest.
Molti sono i quartieri ed il più importante è quello di Bryggen  fulgida testimonianza del fatto che Bergen appartenesse alla lega Anseatica.
L'inizio dei traffici commerciali nell'area di Bergen risale al 1020 e Bergen fu capitale della Norvegia nel XIII secolo, mentre nei secoli successivi fu una stazione commerciale della lega Anseatica.
Bryggen ha rappresentato il centro nevralgico di Bergen fin dal tardo medioevo.
Le facciate multicolore dei suoi edifici in legno sono molto probabilmente l'immagine che la maggior parte dei turisti associa alla città di Bergen.
Ci sono inoltre due musei: il Brygg, sitensuato in un moderno edificio eretto sui resti del primo insediamento di Bryggen, il quale ospita un'ampia collezione di resti medievali rinvenuti nella zona, oltre a mostre d'arte temporanee e tematiche.
Il museo anseatico è sito in uno degli edifici degli Hansa di fronte al porto, mostra la vita di un mercante del XVIII secolo.
Molti incendi, l'ultimo dei quali nel 1955, hanno devastato le caratteristiche case di legno di Bryggen
La loro ricostruzione ha seguito i metodi antichi, in modo da conservare la struttura principale, vera e propria reliquia di un'antica struttura urbana il legno un tempo comune nel nord Europa. Ad oggi, restano circa 61 edifici di questo antico paesaggio urbano.


















 

domenica 15 giugno 2014

Il parco di Vigeland ad Oslo


Oslo, la bellissima capitale della Norvegia, non è soltanto la città di Munch e del suo Urlo, ma anche la patria del famoso artista norvegese Gustav  Vigeland. che è l'autore del celeberrimo parco omonimo.
Esteso lungo una superficie di oltre 300 ettari il parco è all'interno di quello di Frogner ed è dedicato all'esposizione permanente di sculture, bassorilievi ed opere  del famoso scultore.
Vigeland inizià a realizzarlo nel 1924 dopo un accordo preso con il municipio di Oslo: in cambio di un nuovo alloggio/studio che sarebbe diventato museo alla sua morte, Gustav Vigeland avrebbe donato alla capitale tutti i suoi lavori.
 Tutte le opere in bronzo, ferro battuto e granito, a grandezza più che naturale, raffigurano scene della vita quotidiana ritraenti ogni ciclo della vita, dalla nascita alla morte. Il tutto seguendo una cornice di rimando interconnesso con la natura. Bellissime, a tal proposito, le venti sculture a forma di albero, che richiamano, tra intrecci di figure umane lungo fusti e chiome, gli alberi veri che crescono nell’area.
Tra le più suggestive opere si segnalano l’imponente obelisco alto 17 metri, composto da ben 121 figure avvinghiate, la grande fontana e la ruota della vita, in cui quattro adulti e tre bambini si rincorrono formando un cerchio, sono altrettanto cariche d’impatto emotivo.











 

lunedì 7 novembre 2011

Le terre artiche delle isole Svalbard.




Fu grande l’emozione quando appresi che dovevo andare per un congresso per alcuni giorni nel luogo più a nord nell’oceano glaciale artico. Finalmente potevo visitare le isole Svalbard a me note soltanto dai libri di geografia.
Queste isole estreme, sono, come è noto,nella parte più settentrionale della Norvegia di cui fanno parte.
Sembra che queste isole scoperte dall'olandese Willem Barents nel 1596 sevivano da base internazionale per la caccia alle balene nel XVII e XVIII secolo e costituivano anche la base di partenza per molte esplorazioni artiche.
La sovranità norvegese venne riconosciuta nel 1920, anno nel quale l'area venne demilitarizzata da un trattato. La Norvegia prese in carico la loro amministrazione nel 1925.
Fu dalle Svalbard che il 23 maggio 1928 il dirigibile Italia, al comando di Umberto Nobile, partì per il Polo Nord, spedizione che come noto ebbe un tragico epilogo.

La gran parte delle Svalbard è coperta da ghiacci. Infatti il nome Svalbard significa "costa fredda". Comunque la Corrente nord-atlantica modera il clima artico, mantenendo le acque circostanti aperte e navigabili per gran parte dell'anno. La principale attività economica è l'estrazione del carbone, cui si aggiungono la pesca e la caccia. La Norvegia dichiara una zona di pesca esclusiva di 200 miglia nautiche, che non è riconosciuta dalla Russia.
Queste sono le sintetiche notazioni storico geografiche.
Interessantissima è la fauna in queste isole contraddistinte da un delicato equilibrio ecologico.
L'elemento più importante della fauna è l'orso bianco, che vive predando le foche, tra cui le più diffuse sono la foca degli anelli e la foca barbata. La renna è presente nella forma nana, mentre il bue muschiato è stato reintrodotto con successo e il tricheco, sterminato in passato, compare adesso sporadicamente. Vi sono anche la volpe artica e la lepre artica oltre ad abbondanti specie di uccelli , presenti a milioni lungo le coste tra cui i rari gabbiani di Sabine e d'avorio.
L’unica isola abitata è Spitsbergen, la piu’ grande, dove vi è la capitale Longyearbyen, sulla foce del fiordo principale dell’isola. Questa citta’ nacque come sede di miniere carbonifere e per questo era abitata fondamentalmente da minatori e pescatori.
Oggi invece le attivita’ principali sono molto piu’ redditizie e meno faticose, infatti il turismo, la ricerca scientifica e le attivita’ commerciali rappresentano le risorse piu’ sfruttate.
In effetti le Isole Svalbard non sono un luogo climaticamente gradevole, in quanto ci sono 4 mesi all’anno di buio completo e le notti raggiungono 40°C sottozero. Per questi motivi la popolazione è soprattutto giovanile perché gli anziani, a causa di strutture attrezzate preferiscono vivere in Norvegia.
I cittadini di Longyearbyen oggi sono soprattutto stranieri, e per la maggior parte studenti e scienziati dell’UNIS (University Centre in Svalbard).
A Longyearbyen vi è lo Spiitsbergen Airship Museum che ha l’obiettivo di di divulgare la conoscenza, la storia e il significato delle spedizioni intraprese con il dirigibile, in Artico.
Nella capitale che conta soltanto qualche migliaio di abitanti si può mangiare molto bene : vi sono infatti ristoranti con cucina internazionale, ma anche quelli a cucina locale in cui si può “gustare”la renna e varie tipi di uccelli ed in qualche caso anche foca e orso polare.
Si può concludere dicendo che un viaggio alle Svalbard è un’esperienza più unica che rara che comunque mi ha lasciato un bellissimo ricordo, legato soprattutto a paesaggi non riscontrabili alle nostre latitudini.
Immaginatevi che vi andai a Maggio quando non vi è il buio ed il tutto assume una dimensione non reale da noi percepita alle nostre latitudini quando vi è un'eclissi solare.Almeno queste sono state le mie sensazioni!