domenica 28 agosto 2016

Il Teatro Farnese di Parma : un eccezionale capolavoro!



Il Teatro Farnese di Parma fu costruito a partire dal 1618 da Ranuccio I, duca di Parma e Piacenza, che intendeva celebrare con uno spettacolo teatrale la sosta a Parma del granduca di Toscana, Cosimo II, diretto a Milano per onorare la tomba di san Carlo Borromeo, canonizzato nel 1610.
Se ne interessò l'architetto  Giovan Battista Aleotti, detto l’Argenta  che realizzò il teatro al primo piano del Palazzo della Pilotta di Parma, in un grande vano progettato come Salone Antiquarium ma sempre utilizzato come sala d’armi e come sede di tornei.
Il teatro venne completato nell’autunno del 1618 e dedicato a Bellona (dea della guerra, in omaggio alla prima destinazione dell’ambiente) ed alla Muse: a causa di una malattia che aveva colpito Cosimo II, costringendolo ad annullare il pellegrinaggio programmato, il teatro rimase inutilizzato per quasi dieci anni. Venne finalmente inaugurato il 21 dicembre del 1628, in occasione delle nozze di Odoardo, figlio di Ranuccio, con Margherita de’ Medici, figlia di Cosimo.
Aleotti si ispirò al Teatro Olimpico di Vicenza, costruito dal Palladio nel 1580, ed al Teatro all’Antica di Sabbioneta, costruito tra il 1588 ed il 1590 dall’architetto Vincenzo Scamozzi.
Ospitato in un ampio salone (87 metri di lunghezza per 32 di larghezza e 22 di altezza), la cavea ad U è formata da quattordici gradini sui quali potevano essere ospitati circa 3000 spettatori: alla sommità della cavea sono due ordini di serliane, quello inferiore tuscanico e quello superiore ionico; il palcoscenico è lungo 40 metri, con un’apertura di 12 metri.
La struttura venne realizzata in legno (abete rosso del Friuli) ed interamente ricoperto di stucco dipinto per simulare il marmo (materiali caratteristici delle architetture effimere, quale doveva essere il Teatro Farnese).
 Quasi completamente distrutto da un bombardamento aereo alleato nel maggio del 1944, il teatro è stato ricostruito tra il 1956 e il 1965 secondo il disegno originario.

 





domenica 3 luglio 2016

Forlimpopoli: la rocca albornoziana

Nella citta di Pellegrino Artusi ben noto perr le sue eccelse ricette gastronomiche, si affaccia sulla Piazza Garibaldi  la rocca di Forlimpopoli o rocca albornoziana,edificata negli anni compresi fra il 1360 e il 1365 per volere del cardinale Egidio Albornoz, il cardinale al quale il papa affidò la riconquista delle terre romagnole.
 Passato il periodo albornoziano, la città ripassa sotto dominio degli Ordelaffied uno di questi, Sinibaldo fece rafforzare la struttura. 
La rocca ha forma quadrangolare ed è munita di 4 bastioni circolari posti a ciascuno degli angoli. La cortina meridionale è rafforzata dal mastio che custodisce l'ingresso sottostante. Le due torri che guardano ad est attualmente hanno forma circolare, ma gli scavi archeologici hanno messo in evidenza le primigenie forme: avevano forma poligonale e solo verso la metà del Quattrocento furono trasformate apianta circolare.










sabato 2 luglio 2016

Chenouceau ovvero il castello delle dame.



Il castello si trova nella regione Centre Val de Loire ed è il più visitato della Francia dopo Versailles.
La storia di questo castello, dolcemente adagiato sul fiume Cher, è stata contraddistinta dall'attività di una serie di donne che ne hanno curato l'architettura e assicurato la sopravvivenza: costruito nel 1513 da Katherine Briçonnet, trasformato in seguito da Diana di Poitiers e da Caterina de’ Medici, Chenonceau sopravvisse alla Rivoluzione grazie a Madame Dupin. Questa impronta femminile è onnipresente e ha preservato il castello dai conflitti e dalle guerre per farne, da sempre, un’alcova di pace.
Ogni angolo del castello riflette l’impronta femminile, con la sua leggiadria ma sono soprattutto i giardini a renderlo così particolare: la parte realizzata da Diane de Poitiers, custodisce una fontana che spruzza un getto d’acqua alto sei metri mentre quella curata da Caterina dè Medici vanta una superficie di 5.500 kmq, un labirinto di oltre un ettaro e un orto botanico.
Gli  interni sono notevoli: basti pensare alla camera di Diane de Poitiers,  la stanza di Gabrielle d’Estrées, la stanza di Francesco I dove si pul ammirare il più grande camino del castello,una delle prime scale diritte costruite in Francia sul modello italiano, la stanza delle Cinque Regine, la stanza di Caterina de’ Medici, la stanza di Louise de Lorraine caratterizzata da un inquietante rivestimento scuro e da dipinti religiosi macabri che ricordano il lutto della moglie di Enrico III, le incredibili cucine costruite nei piloni del ponte e lo studio di color verde di Caterina de’ Medici.
 E' da ammirare anche un'eccezionale collezione di quadri di grandi maestri: Murillo, Tintoretto, Nicolas Poussin, Correggio, Rubens, Primaticcio,
Il giardino all’italiana di Caterina de’ Medici, mostra il suo massimo splendore da maggio a settembre, vanta 130.000 piante da fiore coltivate nella tenuta.


sabato 11 giugno 2016

Un viaggio nella natura norvegese :trollstigen ovvero la strada del brivido.


domenica 5 giugno 2016

Gaeta: la Cappella d'oro ovvero del dogma dell'Immacolata Concezione.

Alla bella città di Gaeta , situata sulla bellissima costa laziale a  sud di Latina, è legato il dogma dell'Immacolata Concezione , uno dei cardini forndamentali della religione cattolica.
Infatti è proprio  qui nella Cappella d'oro gioello mirabile della Chiesa dell'Annunziata, che papa Pio IX veniva spesso per pregare, durante il suo esilio a Gaeta a seguito dei moti che portarono alla costituzione della Repubblica Romana. Ed è proprio qui che, papa Pio IX, trovò l’ispirazione per proclamare il dogma dell’Immacolata Concezione.
 Annessa alla Ss. Annunziata, la cappella, detta anche Cappella dell'Immacolata, è stata restaurata nel 1989.
Si tratta di un ricchissimo ambiente rinascimentale nel quale Pio IX meditò il dogma dell'Immacolata Concezione e Giovanni Paolo II sostò in preghiera nel 1989.
Alle pareti si trovano 19 tavole del Criscuolo (1531) che la rivestono interamente, inserite entro cornici intagliate e dorate suddivise da pilastrini a candelabre;
Il soffitto in legno è intagliato ed impreziosito da decorazioni in azzurro e oro zecchino, mentre lungo le pareti trovano posto 19 tavole, realizzate dal pittore gaetano Giovanni Filippo Criscuolo intorno al 1531, che raffigurano diversi episodi della nascita e dell’infanzia di Gesù. Un preciso riferimento al fatto che nel Trecento la cappella apparteneva a un’opera sociale dedicata ai bambini.
Qualche cenno  va dato anche all'annessa chiesa della Santissima Annunziata.
Ddi origine angioina, è visibile dal lungomare di Gaeta, con la sua imponente facciata barocca realizzata da Andrea Lazzari, a cui dà slancio un campanile a vela con un orologio maiolicato, opera realizzata nel settecento da Matteo De Vivo. Costruita nel 1321 (di questa prima costruzione rimane solo un portale in stile gotico sul fianco sinistro), la chiesa è stata ristrutturata nel 1621.


    domenica 22 maggio 2016

    Bruxelles: la concattedrale di San Michele e Santa Gudula autentica espressione di stile gotico brabantino.

    Un'espressione significativa a Bruxelles del carattere gotico brabantino, diffusosi nelle Fiandre a partire dal XIV-XV secolo.è la concattedrale di San Michele e Santa Gudula. il luogo di culto  pi+ importante della capitale belga.
    Siamo proprio a piazza Santa Gudula e la posizione occupata attualmente dalla concattedrale era un tempo il luogo più importante della città, il punto in cui si incrociavano la via che collegava le Fiandre a Colonia e quella che metteva in comunicazione Anversa e Mons.
     La Concattedrale di San Michele e Santa Gudula è il luogo di culto cattolico più importante di Bruxelles. Iniziata ad edificare nel 1226 e terminata nel XVII secolo, la concattedrale sorge imponente in Piazza Santa Gudula (Place Sainte Gudule) ed è caratterizzata da uno stile gotico brabantino, diffusosi nelle Fiandre e nei Paesi Bassi a partire La posizione occupata attualmente dall’edificio 

    La Concattedrale di San Michele e Santa Gudula sorge nello stesso luogo in cui, già nell’anno Mille, sorgeva una cappella dedicata a San Michele, la quale venne ingrandita nel 1407 per volere del conte di Lovanio Lamberto II e si trasformò in collegiata grazie alla fondazione di un Capitolo di 12 canonici che si trasferirono all’interno dell’edificio. Sempre nello stesso anno, presso la chiesa vennero trasferite le reliquie di Santa Gudula – santa patrona di Bruxelles – che fino ad allora erano conservate  presso la chiesa di Saint-Géry, e l’edificio fu quindi intitolato a San Michele e Santa Gudula.
    La Concattedrale di San Michele e Santa Gudula presenta, come molte altre cattedrali gotiche, tre facciate: una principale posta ad ovest e due posizionate al termine dei due bracci del transetto. 

    L’intera struttura della Concattedrale di San Michele e Santa Gudula è sorretta da robusti archi rampanti a doppia mandata e due file di piccole cappelle laterali si aprono su entrambi i fianchi dell’edificio. Le due cappelle tardogotiche poste ai lati del coro – aggiunte alla costruzione nel XVI secolo – hanno invece grandi dimensioni, e danno all’osservatore l’impressione che la chiesa presenti all’interno tre cori. Un’ultima cappella, quella della Maddalena, venne invece edificata nel 1665 tra i contrafforti posti dietro l’abside, presenta una pianta ottagonale ed è un perfetto esempio di stile barocco.
    L’interno della concattedrale, illuminato dalla luce che entra dalle  vetrate colorate poste nel coro, nella polifera della controfacciata e nelle cappelle laterali, presenta una pianta a croce latina con transetto, coro e ambulacro. 
    Le tre navate sono divise tra loro da due file di robusti pilastri circolari sormontati da capitelli a foglia di cavolo e decorati con le statue dei dodici apostoli, che sorreggono ampie arcate ogivali sormontate da un finto triforio.
     Il coro, che si sviluppa in tre campate, termina con un’abside poligonale, mentre la cappella absidale esagonale della Maddalena si apre sull’ampio ambulacro.










    venerdì 20 maggio 2016

    Il Volto Santo a Borgo Sansepolcro.

    Nella cattedrale di Borgo Sansepolcro. il paese natale di Piero della Francesca, si trova il Volto Santo. la più antica scultura lignea , realizzata da un unico tronco di noce tra l'VIII e il IX secolo. alta 2,71 metri e co un'estensione di braccia di 2,90 metri.
    Si tratta di una derivazione orientale del Cristo Crocifisso.Dalla tradizione è attribuito a Nicodemo che lo avrebe realizzato  con la diretta ispirazione di Dio Padre.
    Il Cristo qui raffigurato  ha distrutto la morte  ed è ammantato  da un abito regale sacerdotale.Non è simbolo di sofferenza, ma di vittoria della luce sul male, e della vita sulla morte.
    La scultura è documentata a Sansepolcro soltanto a partire  dal 1348 e secondo la tradizione sarebbe stato di proprietà dei Cattani  feudatari longabardi  che lo avrebbero devoluto nel 1146  alla Pieve fuori delle mura  da dove poi fu trasferito  nella nuova Pieve di Santa Maria ( oggi Sant'Agostino).
    Alla luce di quanto emerso dalle analisi stilistiche il volto  di San Sepolcro sarebbe il prototipo di quello lucchese.
    Qualche informazione sulla Cattedrale che conserva  struttura e forma trecentesca  con pianta basilicale a tre navate e con facciata a caratterte gotico.
    L'interno è a tre navate su colonne di cui quella mediana con soffitto a capriate e le due minori a volta.
    All'interno vi sono attualmente l'altare maggiore (sec. XIV) e sei altari laterali, quattro sistemati lungo le navate laterali (due per navata) e risalente al sec. XIX; uno, del sec. XVII, al termine della navata destra e uno, del sec. XX, dentro la Cappella del Volto Santo che conclude la navata sinistra nell'area presbiteriale.
    PS : gli abitanti di Sansepolcro si chiamano Biturgesi.