sabato 26 aprile 2014

La chiesa di Notre Dame du Sablon a Bruxelles, vero trionfo dello stile gotico brabantino


Lo stile gotico brabantino è peculiare del Belgio. Lo si trova in alcune chiese e colpisce per la sua caratteristica.
Un vero capolavoro di questo stile architettonico è la chiesa di Notre Dame du Sablon di Bruxelles.
La costruzione venne avviata alla fine del XIV secolo e completata in pieno XV secolo.
L'edificio dalle eleganti proporzioni e sublimi particolari decorativi architettonici è rimasto quasi intatto nel corso dei secoli.
L'esterno è veramente impressionante con susseguirsi di pinnacoli ed ampie vetrate che le conferiscono un profilo maestoso. 
L'interno di ampie dimensioni è caratterizzato da volte a crociera e grandi polifore.
E' diviso in cinque navate da pilastri a fascio nelle navate laterali e rotondi nella navata centrale..A questi ultimi vennero apposte delle statue seicentesche degli Apostoli. Fra le arcate della navata centrale, sul lato destro , è il monumentale pulpito del 1697 di de Vos.
A destra del coro  vi è la sfarzosa Cappella di Saint Maclou del 1690 e decorata nel settecento.
A sinistra del coro è la cappella Thurn und Taxis, costruita nel 1651 da Faydherbe per la famiglia d'origine italo-germanica che fondò nel XV secolo il sistema di posta internazionale.

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martedì 22 aprile 2014

Il beghinaggio a Bruges




Siamo a Bruges la Venezia delle Fiandre.
La suggestiva città è nota non soltanto per i suoi canali, e per le sue chiese gotiche e ricchi di quadri, testimonianze della superba arte fiamminga,ma anche per il cosiddetto beghinaggio che era radicato in quel luogo nei secoli scorsi.
Il beghinaggio è una seie di piccoli edifici usati dalle beghine,gruppi laici di donne religiose, appartenenti alla Chiesa Cattolica e fondate nel XIII secolo nei Paesi Bassi che cercavano di servire Dio senza ritirarsi dal mondo.
Dal punto di vista architettonico il beghinaggio è composto da un cortile circondato da piccole abitazioni in cui venivano ospitate da benefattori delle povere e anziane beghine.
Il beghinaggio di Bruges è un complesso di edifici fondato nel 1245 da Margherita di Costantinopoli contessa di Fiandra.
Le beghine furono ospitate fino al 1928, mentre adesso vi vivomo le suore benedettine.
All'interno del beghinaggio vi è una chiesa ed un cortile sul quale si affacciano 30 case di color bianco costruite tra il XVI ed il XVII secolo.

lunedì 21 aprile 2014

La magica Anversa e la sua stazione ferroviaria





Una città stupenda ed affascinante delle Fiandre per la storia e l'arte è iAnversa.
E' un crogiolo di bellezze. Una città d'arte sofisticata, con residenze Art Nouveau, ville neorinascimentali, strade e castelli medievali.
E' una delle capitali europee della moda ed ancora il secondo porto d'Europa.
Rubens, il grande pittore fiammingo  lì è  vissuto.
Quindi Anversa con i suoi compositi ingredienti  è una città meravigliosa piena anche di di bar, caffè e cioccolaterie
Il suo centro storico è dominato dalla Grote Markt, piazza principale e cuore sociale della città. E' circondata da edifici imponenti e di ricca decorazione stilistica come il Municipio e il palazzo delle antiche corporazioni delle Arti e dei Mestieri. 
Al centro  vi è la bella fontana dedicata a Silvius Brabo il soldato romano che liberò la città dai soprusi del gigante Druon Antigon che abitava in quel tratto di fiume, La leggenda narra che Balbo lo uccise , tagliandogli di netto anche una mano.
Da qui nasce il nome di Anversa cioè di lancio della mano recisa
A pochi passi la riva del fiume Schelda si dirige verso il Mare del Nord in un percorso di 88 km dando vita ad uno dei porti fluviali e marittimi più grandi del mondo
Ma soprattutto è la città dei diamanti: infatti oltre il 70% del commercio e del taglio dei diamanti avviene  ad Anversa
Il quartiere dedicato ai diamanti è un vero dedalo  di antiche viuzze ed è probabilmente il solo  quartiere in Europa dove si parli lo yiddish,perchè il taglio dei diamanti per secoli è stato sempre appannaggio degli ebrei ortodossi, ma anche di giainisti, cristiani maroniti ed armeni.
La città che è situata nelle vicinanze del fiume Schelda ha tra l'altro una delle stazioni ferroviarie più belle del mondo.
E' chiamata la cattedrale delle ferrovie soprattutto a causa delle imponente cupola inaugurata nel 1905.
Venne costruita tra il 1895 e il 1905 da parte dell'ingegnere Auguste Lambeau.Il complesso dispone di due ingressi , lo storico edificio in piazza Astrid ed un atrio moderno in piazza Kievit.
La stazione si articola  su tre livelli, inclusa una sezione sotterranea ed un centro commerciale che comprende una galleria con oltre 30 negozi di diamanti.
 
 
 



 
 

domenica 30 marzo 2014

La piscina di Siloe: il luogo in cui Gesù guarì il cieco.



Il Vangelo di Giovanni nel riferirci del celebre miracolo della guarigione di un cieco recita:
Gesù fece del fango con la saliva. la spalmò sugli occhi del cieco  e gli disse : Va a lavarti nella piscina di Siloe.
Ed ancora:
Coloro che non vedano, vedano e quelli  che vedono diventino ciechi.
Il luogo è la piscina di Siloe situata quasi alla confluenza delle due valli del Cedron e del'Hinnom
Fu fatta costruire all'interno delle mura dal re Ezechia (/16-6870 a.C) , per approvvigionare la città di acqua in caso di assedio.
La collega con un canale di crca 500 metri di lunghezza ( un vero gioiello di ingegneria idraulica) al Gihon l'unica sorgente di acqua esistente a Gerusalemme.
Un importante  intervento di restauro fu eseguito nel V secolo d.C in età bizantina per volere dell'imperatrice Elia Eudossia. 
La  piscina dopo essere andata in rovina viene parzialmente riutilizzata nei nostri giorni.
Circondata da un alto muro  in pietra da ogni lato, fatta eccezione per un arco d'ingresso al tunnel di Ezechia scoperto solo nel XIX secolo) è di piccole dimensioni e  si trova vicino ad una piccola moschea che in parte vi è stata costruita sopra.
Le pagine del Nuovo Testamento fanno pensare che la piscina fosse usata come mikvah cioè il luogo ebraico del bagno rituale.
Pertanto la presenza di Gesù sarebbe stata dettata dalla necessità di lavarsi prima di entrare nel tempio di Gerusalemme







 

domenica 16 marzo 2014

Il complesso di San Cosimato lungo la Via Benedicti.


Ci troviamo nella valle dell'Aniene sulla via Benedicti.
E' un intenerario che si snoda tra borghi immersi in una stupenda natura e che collega 15 abbazie benedettine tra Umbria, Lazio e Molise.
Tra queste il convento  di San Cosimato e le chiesi rupestri a Vicovaro, ilm Santuario della Mentorella a Guadagnolo,  i monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto a Subiaco, la chiesa di San Pietro ad Affile.
Ci soffermiamo sul complesso archeologico d San Cosimato che si trova ad 1 chilometro dall'uscita Vicovaro-Mandela  dell'autostrada Roma l'Aquila,
Si trova  ,proprio su uno sperone roccioso a picco sull'Aniene nel contesto natutalistico del parco Regionale dei Monti Lucretili, meta preferita dei visitatori del Grand Tour.( nel riquadro il dipinto di Joseph Wright del 1786 prso dalla rete internet).
Interessante è la visita non dolo della chiesa, ma anche delle chiese rupestri e dei resti  degli antichi acquedotti romani Marcio e Claudio.
San Benedetto, secondo quanto si tramandi, ebbe la sua prima esperienza monastica prima di ritornare a Subiaco e fondare  l'Ordine dei Benedettini, proprio a San Cosimato.
Nel refettorio scavato nella roccia sarebbe avvenuto in tentato avvelenamento  di San Benedetto elettovi abate.
Nel VI secolo la comunità monastica eresse tra i ruderi romani , una chiesa ed un monastero dedicati ai SS medici Cosma e Damiano ( San Cosimato)
Il monastero sarà devastato da Totila nel 545, poi da Autari nel 589 e poi distrutto  dai Saraceni (sec IX) che proprio nella piana antistante il monastero  furono battuti  ne916  dalle truppe di San Giovanni X e dei suoi alleati.
In seguito passò ai cistercensi  sino al 1407.
In seguito l'intero complesso  soppresso nel 1656 rimase abbandonato fino al 1668 quando passò ai Francescani riformati dei ritiri o Recollettati.
La chiesa, recentemente restaurata, presenta all'esterno un portico rinascimentale (sec X V-XVI) con ed un dipinto di San Leonardo lunette affrescate dal Rosati (1670) e al suo interno più cappelle decorate.
Dal piazzale antistante la chiesa, si raggiunge il primo gruppo di grotte, tra cui quella dell'ex oratorio di San Michele che, secondo la tradizione, fu il famoso refettorio  della comunità sarabaita ( gruppi di monaci  che vivevano in comunità senza alcuna regola) ed in cui fu custodita per secoli la pietra macchiata dal vino avvelenato propinato a San Benedetto.
 
 
    
       















 

domenica 9 marzo 2014

Rieti meta importante dei viaggiatori del Gran Tour

L'Italia è stata immortalata dai viaggiatori del Gran Tour come Goethe e Stendhal.
Lear è un altro grande viaggiatore che fece tappa nella Sabina ed in particolare a Rieti, Città duccale ed Antrodoco.
Da abile paesaggista lasciò suggestivi scenari in pittoresche cartoline  inviate ad amici all'estero-
Sono mirabilmente disegnati paesaggi, ma anche immagini di vita quotidianam viuzze prulicanti di pesone.
Ebbene Rieti è un tema centrale del suo bagaglio artistico.
Egli ne rimase estasiato durante il suo soggiorno.
Sulle orme di Lear diamo uno sguardo alla Rieti di oggi. Rimane bellissima e piena di fascino.
La sua cona è stupenda e delimitata dai Santuari francescani di Fonte Colombo, la Foresta, Greggio e Poggio Bustone, in modo da formare un ideale segno di croce.
Rieti è bagnata dal Velino che attraversa tutta la piana reatina e forma la cascata delle Marmore in provincia di Terni. 
Molto vi è da vedere, vi è solo l'imbarazzo della scelta.
Merita anzitutto di essere scoperta la Rieti sotterranea che custodisce un viadotto costruito dai Romani nel III secolo a.C. per eialzare la via Salaria, l'antica via del sale e preservarla dagli allagamenti dovuti alle piene del fiume.
Un vero vanto per la città è il teatro comunale di Tito Flavio Vespasiano: è uno dei più belli d'Italia soprattutto per l'eccellente acustica.
L'edificio iniziato nel 1854 fu inaugurato nel 1893. L'intera cupola è occupata da il trionfo di Vespasiano s di Tito dopo la presa di Gerualemme dipinto da Giulio Rollan nel 1901.
Assume interesse è la cattedrale di Rieti dedicata all'Assunta. Fu costruita a partire dal 1109 per volere del vescovo Benincasa, sul luogo dell'antica basilica di Santa Maria (VI secolo).
La facciata della chiesa consacrata da Papa Onorio III fu restaurata in stile romanico nel 1941


 

sabato 1 marzo 2014

Frate Jacopa e la sua tomba nella basilica inferiore d'Assisi.


Ogni volta che si va ad Assisi, si è presi sempre da serenità e letizia. quando si ammirano gli stupendi affreschi giotteschi della Basilica inferiore.
Sono  tra l'altro puntuali nella narrazione della vita di San Francesco.
Ad esempio è opinione comune che Chiara fosse l'unico fulgido esempio femminile della storia di SanFrancesco.Non è così.
Un vero punto di riferimento è Jacopa de' Normanni vissuta a Roma nel rione Trastevere e data giovanissima in moglie a Graziano Frangipane de' Settesoli, grande proprietario romano
Ella divenne vedova nel 1217 e conobbe San Francesco nel 1210 quando il Santo venne a Roma e lo aiutò a trovare alloggio presso i Benedettini di Ripa Grande ed ottenere iudienza dal pontefice Innocenzo III
San Francesco, su ispirazione di Jacopa fondò l'ordine dei Fratelli e Sorelle della Penitenza o Terzo Ordine dedicato ai laici.
Secondo la tradizione , quando Francesco era in punto di morte dettò una lettera da inviare a Jacopa perchè voleva rivederla prima di morire e le chiese di portargli il suo velo nuziale ed i mostaccioli dolce tipico romano.
Jacopa arrivò ad Assisi prima che la lettera le fosse recapitata portandole ciò che Francesco aveva richiesto.
Si riporta Frate Jacopa nel dipinto di Simone Martini e l'immagine della tomba di Jacopa nella basilica inferiore di Assisi.